20 modi in cui il Crossfit può cambiarti la vita

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Di Lorena Sironi

20 modi in cui il Crossfit può cambiarti la vita

Modella il fisico, soprattutto glutei e addome, e permette di bruciare molte calorie. Questo allenamento ad alta intensità è faticosissimo e ha creato una vera e propria community. Ecco 20 modi in cui il Crossfit può cambiarti la vita
Se ne parla spesso e ne è parlato molto. Il CrossFit è un allenamento faticosissimo, ad alta intensità, che ha creato una vera e propria community di atleti professionisti (e non). Inventata negli Usa da Greg Glassman già negli anni ’70, questa disciplina è esplosa nel nostro Paese ormai da qualche anno, ma l’entusiasmo non accenna a rallentare. Anzi, chi lo prova pare proprio non riesca più a farne a meno.

aaacross v ballMa perché piace così tanto? «Procediamo con ordine. È vero che questo sport modella il corpo – ci spiega Gianluca Occhino atleta di Crossfit – ma l’obiettivo primario è raggiungere la migliore forma fisica, allenando il proprio stile di vita.

Il CrossFit, basandosi sull’intensità, è ideale per costruire massa muscolare e favorire la perdita di peso, per cui massa grassa. Inoltre, grazie al grande dispendio calorico, facilità l’aumento del metabolismo. «Durante le classi – prosegue Occhino – vengono eseguiti un mix di esercizi cardio, a corpo libero e di sollevamento pesi. Il CrossFit è un programma di allenamento generale e quindi in grado di prospettare ampi miglioramenti in tutte le discipline praticate al suo interno. Tutti gli esercizi, poi, implicano l’impiego della maggior parte dei muscoli del nostro corpo, muscoli che non useremmo mai nelle normali attività fitness».

Ma chi pensa che questo sport non sia adatto alle donne perché creerebbe corpi eccessivamente muscolosi, sbaglia di grosso. «Come abbiamo già detto – spiega Occhino – il CrossFit è un allenamento ad alta intensità dove lo stimolo dell’ipertrofia è di gran lunga minore a quello del dimagrimento.

aaacross v runDurante la mia carriera di coach non ho mai visto donne diventare “grosse”. Piuttosto ho visto donne in sovrappeso, cambiare la forma del proprio corpo tonificandosi e migliorando notevolmente la forma fisica».

Insomma, il CrossFit è davvero adatto a tutti, a chi vuole scolpire il proprio corpo, ma anche a chi desidera dimagrire. «Suggerisco a tutti i miei pazienti che hanno un problema di sovrappeso – ci spiega il dott. Giuliano Ubezio, dietista – di praticare questo sport. In un’ora di lavoro è possibile lavorare sulla “definizione” e quindi sulla perdita di massa grassa, tonificando in più i muscoli. Per vedere risultati a breve termine suggerisco di esercitarsi almeno 3 volte alla settimana, ogni volta per un’ora. Anche se, come spesso ripeto, piuttosto che starsene sul divano a oziare, va benissimo anche una o due volte!»

aaacross v babyOvviamente è necessario abbinare una dieta equilibrata.

«A tutti coloro che praticano CrossFit – afferma Ubezio – suggerisco uno schema alimentare bilanciato, prevedendo anche carboidrati complessi (quindi cereali e legumi). Sconsiglio una dieta totalmente proteica, come la paleo, perché le proteine di derivazione animale, a lungo termine, conducono il fisico verso uno stato infiammatorio, aumentando la stanchezza dell’atleta. L’eccesso di Omega 6, ovvero acidi grassi polinsaturi, promuove la formazione di proglandine, sostanze infiammatorie, che creano ritenzione di liquidi soprattutto a livello articolare.»

aaacross v belt«I pasti che suggerisco – prosegue l’esperto – sono a base di carboidrati integrali, proteine di origine vegetale e animale, verdura condita con olio extravergine di oliva, frutta fresca sia a pranzo che a cena e spuntini a base di frutta secca. Ovviamente il tutto personalizzato in base alle diverse esigenze e caratteristiche.»

Banditi dalla tavola degli atleti zuccheri raffinati che aumentano la glicemia e gli alcolici che, tra l’altro, rallentano i movimenti. «Se il fegato è impegnato a metabolizzare l’etanolo assunto con gli alcolici – ci spiega Ubezio – non sarà in grado di sintetizzare il glucosio e questo determina una carenza di energia».

E poi, acqua a volontà, «2 litri al giorno è il minimo sindacale!»

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