Malinconia e tristezza stagionale? La nuova cura è nel botox

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Di Redazione

Nel 1984 il dottor Norman E. Rosenthal coniò il termine SAD, Seasonal affective disorder, ovvero, disturbo affettivo stagionale, un disturbo oggi non più sottovalutato.

sad sli noIl dottor Rosenthal, ricercatore del National Institutes of Health, fu il primo a stabilire una correlazione tra la depressione e le stagioni, tra i disturbi psichiatrici e particolari periodi dell’anno in cui avvengono.
Dai suoi studi nel corso degli anni è emerso che il 96% dei malati di SAD è meno attivo in inverno e avvertono sentimenti di tristezza; il 94% durante i mesi invernali ha problemi interpersonali; l’84% soffre d’ansia; il 79% maggiore irritabilità.

sad handsLe cause di SAD sono ancora sconosciute, ma la ricerca ha trovato alcuni indizi biologici:
le persone che soffrono di depressione stagionale possono avere difficoltà a regolare la serotonina. Uno studio ha scoperto che le persone affette, hanno il 5% in più di serotonina nei mesi invernali rispetto ai mesi estivi. Ecco perché è molto più evidente nei mesi invernali.

Un utile aiuto potrebbe essere la melatonina anche se le persone affette da SAD rischiano di produrre eccessivamente questa sostanza, sentendosi più assonnate e più letargiche.

I sintomi? Molto comuni: stanchezza, sonnolenza, calo di energia e libido, difficoltà nel concentrarsi e maggior appetito del solito.

Per questa patologia negli anni sono state scoperte cure come la fototerapia, delle vere e proprie sedute di luce bianca, diecimila lux. La fonte di luce può essere sia naturale che artificiale; per quest’ultimo la durata va dai 2 giorni ai 2 mesi, dipende dalla risposta al trattamento da parte del paziente. Questa terapia va fatta per tutto il periodo stagionale.

sad botoxAltra cura più recente e ancora allo stadio sperimentale è l’uso del botox. Il dottor Rosenthal per valutarne l’effetto antidepressivo ha svolto uno studio su 85 pazienti affetti da questo disturbo, di età tra i 37 e 58 anni. Somministrando a 33 pazienti la tossina botulinica e a 41 un placebo, è stato riscontrata una diminuzione della depressione del 52% nei pazienti trattati con la tossina e del 15% i placebo.

Questo avviene perché come spiega il dermatologo Emilio Betti “[…] il botulino influenza l’amigdala, il principale centro emotivo del cervello. Studi con risonanza magnetica hanno evidenziato che bloccando i muscoli corrugatori si riduce l’attività dell’amigdala e quindi gli stati d’ansia e depressione”.

Un’ottima notizia quindi… la punturina migliora l’aspetto ma anche lo spirito.

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