Come trasformare i tuoi complessi in forza

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d.repubblica.it

di Veronica Mazza



Trasforma i tuoi piccoli complessi in punti di forza

Un naso importante, fianchi troppo larghi o cosce tornite. Quale donna non ha dei complessi riguardo al proprio corpo? E gli uomini li notano davvero o siamo piuttosto noi a dargli importanza? Ecco il parere dell’esperta e i consigli per acquisire una maggiore consapevolezza di sé e trasformare i propri difetti in armi di seduzione, con in più le vostre testimonianze

Sofia Coppola

Sei davvero a tuo agio con il tuo corpo, soprattutto quando sei con lui? Un naso che tu reputi troppo grosso o quelle lentiggini che al sole spuntano fuori. Ma ci sono anche le cosce troppo tornite o il seno piccolo che ti fa sentire poco femminile. E con l’arrivo della bella stagione, il rischio è che le insicurezze si acuiscano perché vestiamo più leggere e siamo meno coperte da abiti che ci mimetizzano. Troppo spesso pensiamo che quello che non ci piace di noi stesse, che viviamo come un complesso, salti agli occhi anche a lui, facendoci apparire meno attraenti di altre donne, quando invece magari è stata proprio quella parte di te che lo ha fatto innamorare e lo ha sedotto.

A spiegarci come i propri difetti fisici possano inficiare il modo in cui ci relazioniamo in amore è la psicoterapeuta e sessuologa Nicoletta Suppa (www.nicolettasuppa.it). Ecco i suoi consigli per imparare a diventare più sicure e sfruttare i complessi come armi di seduzione, trasformandoli così in punti di forza super sexy.

Nessuna è perfetta, ma spesso tendiamo a sottolineare i nostri difetti fisici invece che i nostri pregi quando ci guardiamo allo specchio. Perché accade?

“L’attenzione si direziona in maniera automatica su ciò che non è omogeneo, ma che rappresenta una discontinuità. Se noi crediamo che una parte del nostro corpo sia ‘discordante’ rispetto al resto, la nostra attenzione ne sarà maggiormente catturata, fino a trasformarsi in una fissazione. Il problema è che alla fine ci convinciamo che anche l’attenzione degli altri sia catturata da quel nostro difetto e questo non fa altro che aumentare la nostra insicurezza”.

Reese Whitherspoon

Che cosa si nasconde dietro questa insicurezza fisica?

“Un bassa autostima, che per essere compensata necessita di conferme date dell’aspetto esteriore. Come dire: se dentro ci sentiamo fragili, dobbiamo necessariamente costruirci un involucro impeccabile, bello, perfetto”.

Quanto possono diventare invalidanti questi presunti difetti in termini di seduzione?

“Condizioneranno profondamente il nostro atteggiamento seduttivo, proprio perché abbiamo la necessità di nasconderli. Molto spesso quella che viene considerata un’imperfezione fisica influenza il nostro modo di camminare, di stare in piedi, di guardare l’altro, di parlare. Ad esempio, per nascondere una parte del nostro corpo assumiamo solo alcune posizioni, evitiamo di guardare dritti negli occhi, sorridiamo a mezza bocca, nascondiamo il nostro viso con i capelli o un trucco eccessivo, copriamo le nostre gambe o il nostro seno non indossando mai abiti femminili. Si potrebbe andare avanti all’infinito, questo a dimostrazione del fatto che alcuni nostri atteggiamenti saranno costruiti ad hoc per mascherare delle parti del nostro corpo. Cosa c’entra questo con la seduzione? Tantissimo: non saremo spontanee, tutto apparirà più costruito e incerto”.

Al Pacino e figlio

Perché e in che modo i nostri complessi fisici possono inficiare la relazione con un uomo?

“La capacità seduttiva è strettamente collegata a quanto ci si sente attraenti e affascinanti. L’insicurezza che deriva dalla percezione di un difetto fisico non dà questa possibilità di apparire sicure di sé. Per questo motivo, la relazione con un uomo potrebbe esserne influenzata, perché tenderemo a essere più impacciate e insicure nel muoverci e nel parlare”.

E a letto?

aal bed“Quando facciamo l’amore questa insicurezza può addirittura bloccarci. Nell’intimità si è maggiormente esposte poiché si sta senza vestiti, quindi la paura di mostrare una parte del nostro corpo che non ci piace è più forte. Il pensiero distraente che lui possa vedere o accorgersi di un nostro difetto fisico remerà contro il nostro piacere: sarà impossibile lasciarsi andare e concentrarsi sulle sensazioni piacevoli dovute al contatto intimo. Piuttosto potrebbero emergere paure, al solo pensiero che il nostro partner passi le sue mani proprio sui nostri punti deboli”.

Ma gli uomini notano veramente tutti i difetti fisici che noi ci attribuiamo?

“Siamo noi a dare forza e importanza ai nostri difetti. L’uomo li nota se siamo noi a evidenziarli. E anche in quel caso gli darà un peso assolutamente personale e spesso inferiore a quello che rappresenta per noi. Altre volte ne sarà stupito a tal punto da non capire quale sia il reale problema. Ricordiamoci che l’importanza che diamo ai nostri difetti è sproporzionata, tanto da indurre l’altro a porre a sua volta attenzione su quella parte del nostro corpo.

Diane Keaton

È vero che le nostre imperfezioni per il nostro compagno possono essere adorabili e seducenti?

“L’aspetto importante che sfugge è che un difetto è invece una ‘caratteristica’, qualcosa che può renderci diverse e per questo anche oggetto di una scelta. Molto spesso gli uomini sono attratti da qualcosa che noi consideriamo un difetto, ma che in realtà su di lui ha un potere seduttivo. Un esempio molto comune sono i fianchi larghi. Per una donna sono solo ‘grasso da eliminare’, mentre per l’uomo hanno una valenza femminile e seduttiva molto forte”.

E se invece ci prende in giro e li sottolinea anche lui? Che si fa?

“Paradossalmente potrebbe servire a sdrammatizzare e a fare ironia su una parte del nostro corpo che invece noi prendiamo troppo sul serio”.

Woody Allen

Qual è l’atteggiamento di un uomo che ci ama davvero davanti ai nostri complessi?

“Valorizzarci in tutto il nostro aspetto fisico, spostare l’attenzione dal particolare al generale, aiutandoci a vedere quel difetto come ‘parte del tutto’. Ad esempio, ricevere complimenti può essere molto utile per ritrovare la sicurezza in noi stesse, così come sentirsi dire che lui ci desidera”.

Come si fa a imparare a essere più sicure di noi stesse, complessi inclusi?

“Quando ci si guarda allo specchio, bisogna guardarsi tutte intere! Apprezzare il proprio corpo nella sua totalità: questo serve a dare spazio anche ai nostri punti forti, che spesso i nostri difetti mettono in secondo piano. Inoltre, potremmo accorgerci che il nostro punto debole è invece perfettamente integrato nell’armonia delle nostre curve e che l’immagine corporea cambierebbe totalmente se esso dovesse d’un tratto scomparire”.

Georgia May Jagger

E a trasformare quello che noi vediamo come difetti in armi di seduzione?

“Non nasconderli, ma osare. Scoprire il volto o indossare un abitino più femminile ci aiuterà a far vedere un aspetto di noi che finora abbiamo tenuto nascosto: la nostra personalità”.

LE VOSTRE STORIE
Carmela, 34 anni, Roma
“Chi mi vuole bene dice che ho un naso importante, per me era semplicemente grosso e brutto. Al punto tale che per anni sono andata in giro con una frangetta lunga come una tenda per coprirlo. E quando mi piaceva un uomo, guai a parlargli di profilo. Passavo il tempo a trovare la posa giusta, l’angolazione migliore per non far notare al mondo il difetto che avevo. Non mi godevo mai fino in fondo le situazioni e, anche davanti a chi mi corteggiava, avevo sempre il dubbio di non piacergli sul serio.

trasforma difettiCome poteva vedermi bella e affascinante con quella patata che mi ritrovavo in mezzo al viso? A rispondermi è stato Mario, il mio attuale marito. Si era accorto di tutte le mie manovre per nasconderlo il più possibile e una volta, ridendo, mi ha chiesto perché mi affannavo tanto: lui si era innamorato proprio perché avevo quella caratteristica. Adorava le donne con il naso grande. E per convincermi mi ha portata davanti allo specchio. Mi ha scansato i capelli dal viso e mi ha fatto la coda, dicendomi: ‘Guarda quanto sei bella quando ti mostri senza paura’. Così mi sono fatta coraggio e ho seguito il suo consiglio: non solo mi sento più sicura di me, ma ora non porterei più quella frangia che, effettivamente, non mi rendeva per niente giustizia, anzi mortificava il mio fascino”.

Valentina, 42 anni, Firenze
“Dicono che l’ideale maschile sia solo un’utopia. Invece io posso testimoniare che esiste e nel mio caso si chiama Alessandro. Mi fa stare bene come nessun altro e con lui ho scoperto veramente cosa vuol dire amarsi e rispettarsi, sostenendosi a vicenda in ogni situazione. Ma come ogni bella storia, anche in questa c’è un piccolo però.

trasforma difettiHa undici anni meno di me. Per lui non è mai stato un problema, invece io questa differenza d’età all’inizio la pativo. Non perché non lo reputassi un compagno paritario, semplicemente avevo paura che quelle rughe che io avevo e lui no potessero separarci un giorno. E non facevo che sottolinearlo, con battutine e frecciatine sul fatto che lui non ne avesse nemmeno una, mentre il mio viso non era più fresco come un tempo. Lui mi lasciava fare, poi un giorno mi ha messo seduta e mi ha chiesto per quanto tempo sarei andata avanti con questa storia ridicola. Si era innamorato di me, rughe incluse. Anzi erano proprio quei segni del tempo che mi rendevano super sexy e mi davano il fascino che solo una vera donna ha. Da quel giorno ho smesso di farmi queste paranoie e mi sono goduta la nostra relazione, mettendo all’angolo i miei complessi”.

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