Soffri di solitudine? Fai così

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Soffri di solitudine? Fai così
Quando ti senti solo, occorre accogliere la sensazione di solitudine senza alcun commento, ricordando che il vuoto arriva per rinnovarti e aprirti a nuove strade

alone bird“Io mi sento sola”: così si racconta Miriam, una lettrice di Riza Psicosomatica, che continua affermando: “il punto è che non so se per me sia giusto accogliere la solitudine come voi suggerite nei libri e nelle riviste: farei carte false pur di uscirne”. Ma che cosa significa accogliere? Accogliere vuol dire che non devi lottare contro le sensazioni che provi. Non si deve perché è inutile, perché così li rafforzi. E soprattutto butti via ciò che hai di più importante, la tua unicità, che si affaccia proprio attraverso i tuoi stati interiori.

Occorre ragionare nel modo seguente: mi sento solo? È la mia unicità che ora mi sta mandando questa sensazione. Se la interrogo, la commento, la giudico e la combatto, finirò per diventare come tutti gli altri. Omologato.

alone grassE allora sì che soffrirò davvero. Invece voglio percepire nel corpo questo senso di solitudine, perché il corpo ha tutte le risposte. Ora divento solitudine. Guardo la solitudine quando si presenta. E il mio lavoro è finito lì, non c’è altro da fare.

alone curtainSolitudine: solo così la vivi bene

Ok, si potrebbe obiettare, ma poi che cosa aspettarsi che accada adottando un simile atteggiamento? Non i cambiamenti attesi o peggio desiderati dalla nostra mentalità corrente. In realtà, noi continuiamo a cambiare senza che ce ne accorgiamo, mutiamo miliardi di volte e non ce ne rendiamo conto. Pensiamo al ciclo mestruale: dura ventotto giorni e provoca una serie di mutamenti infiniti nella donna. Ma poi torna al punto di partenza. Quando poi le mestruazioni finiscono, si entra in un nuovo ciclo.

Ma una cosa è certa: nel mutare delle cose, il volto, il corpo, quello stile e quel modo di essere restano unici. Ciascuno di noi esprime un’unicità. Non dovremmo domandarci “chi sono”, ma: “chi sono adesso?”. A seconda di come ti guardi puoi modificare profondamente il tuo destino. Se ti guardi per controllarti, per giudicarti, produci cose molto diverse che se ti guardi e basta, lasciando che l’anima, come la natura, faccia ciò che sa fare perfettamente. Non ci sogneremmo mai di seminare la rosa il venti di dicembre, o di aspettare il frutto della prugna a novembre

alone jeansImpara a osservare il tuo mondo interno

Occorre osservare, aspettare ed essere presente. Noi siamo spesso troppo poco presenti alle emozioni e quindi tutto diventa sempre difficile. Non siamo attenti alle azioni minime perché le consideriamo secondarie. Invece occorre essere presente al senso di solitudine quando arriva. A che cosa serve? A posizionare lo sguardo sull’interno, senza il pensiero. Ciò che noi guardiamo fruttifica dentro di noi, produce degli effetti. Possiamo dire che con lo sguardo noi fecondiamo noi stessi.

Quindi non guardo la solitudine per mandarla via, come vorrebbero il pensiero e la mente ordinaria. Io la guardo per fecondarla. È molto diverso e molto diversi saranno i risultati, perché quando l’occhio guarda l’interno, sul piano energetico le cose possono cambiare in un modo incredibile.

alone meditateArriva la solitudine? Fai questo esercizio…
Spegni le luci. Stai qua con la mente, presente… Chiudi gli occhi e prova a percepire un senso di solitudine profonda. Senti bene questo senso di solitudine. In che parte del corpo si riflette? Dove lo senti più forte? Metti su quel punto la mano destra. Ecco: adesso, in questo momento esatto, tu avverti il senso di solitudine. Lo senti bene nel punto del corpo in cui hai piazzato la mano destra. Senza spostare il braccio destro, porta la mano sinistra al volto: posa dolcemente pollice e medio sui due occhi, come se volessi osservare il tuo interno, guardare dentro la solitudine.

alone pontileAdesso dentro di te ci sono due percezioni: quella della mano che sente il punto del corpo in cui la solitudine si è sedimentata; e quella delle dita sugli occhi che ti permettono di avvertire nel buio e nel silenzio la solitudine. Adesso togli le mani, mettile lungo i fianchi, e prova a percepire il punto degli occhi dove c’è la solitudine, come se lo sguardo andasse a collocarsi lì sopra. Se stai attento avvertirai un profondo stato di tranquillità, di pace e di abbandono.

… Ti sentirai meglio senza sapere il perché
Adesso riapri gli occhi e riaccendi le luci. Il senso di solitudine è diventato presente in te, l’hai accolto. Hai lasciato che quello stato energetico potesse allargarsi e regalarti la sua energia, che è essenziale, come lo è quella dell’entusiasmo, della rabbia, della tristezza, della paura, della gioia. Ma bisogna che tu lo colga prima nel corpo, perché ogni emozione si irradia nel corpo. I nostri problemi non nascono dalle emozioni, ma dal fatto che combattiamo ciò che avviene spontaneamente, e complichiamo tutto. Accogli i tuoi stati interiori: sblocchi la mente e presto si affacceranno soluzioni a cui non avevi nemmeno pensato.

 

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