Sali dietetici e sali integrali: quali i più salutari?

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Redazione My Personal Trainer
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Sali speciali, sali dietetici

Quali sono i sali dietetici?

SALE IODATO: la scelta di aggiungere lo iodio al sale comune è stata presa per ridurre l’incidenza di problemi tiroidei nella popolazione. Questo minerale, contenuto soprattutto in alghe, pesce, rape e spinaci, è infatti essenziale per la sintesi degli ormoni tiroidei. Una sua carenza nell’alimentazione può causare l’ipotiroidismo (gozzo) e la dieta Italiana ne è spesso povera.

iodio integraleLo iodio, indirettamente, interviene quindi nella regolazione del metabolismo basale aumentandolo e favorendo la crescita e lo sviluppo. Il sale iodato dev’essere impiegato crudo; inutile aggiungerlo alla pasta durante la cottura in quanto le alte temperature distruggono questo importantissimo minerale.

SALE IPOSODICO: addizionato al cloruro di potassio, contiene meno sodio ed aiuta a combattere l’ipertensione.
SALE ASODICO: totalmente privo di sodio (max 0,12%).
iodio slider noSALE MARINO INTEGRALE: a differenza degli altri è un sale 100% naturale che non ha subìto alcun processo di raffinazione. Per questo motivo i cristalli contengono minerali importanti come iodio, magnesio, zolfo, zinco, rame, fosforo ecc.
GOMASIO: ottenuto dall’aggiunta di sale ai semi di sesamo tostati o a alle alghe. Di origine orientale, ma ormai diffuso e conosciuto anche in Europa, può essere impiegato al posto del sale tradizionale per condire insalate o cereali.

In ogni caso prima di avventurarsi nella scelta di un sale dietetico, è bene consultare il proprio medico. Il sale iodato, potrebbe per esempio essere controindicato a chi soffre di ipertiroidismo, quello iposodico in caso di patologie cardiache o renali. Entrambi questi sali potrebbero inoltre interferire con i medicinali assunti per curare altre patologie. Queste indicazioni valgono soprattutto per le persone anziane che rispetto ai giovani sono più soggette ad ipertensione e malattie cardiovascolari.

iodio v pinkSodio (mg/100g)
bistecca 60
pomodoro 3
bistecca surgelata 1300
ketchup 1040
filetto di maiale 290
piselli 1
salsiccia 1100
piselli in scatola 230
pollo 50
arachide 5
lardo 68
burro di noccioline 600
salmone fresco 48
patata 3
iodio v paccosalmone affumicato 520
patate fritte 1000
passera, sogliola 80
cipolla 10
sardine al pomodoro 40
cipolle all’aceto 1420
ostrica 73
pop-corn naturale 3
capa santa surgelata 206
pop-corn salato 1940
cavolo 20
riso soffiato 360
crauti 750
latte intero di mucca 50
asparago 2
latte materno 16

Sale? E’ solo un’abitudine
iodio v spoonLa preferenza per i cibi salati è un fattore soggettivo che deriva da abitudini dietetiche e da fattori culturali. La ricerca di alimenti ricchi di sale non è infatti collegata in alcun modo all’aumentata richiesta di sodio da parte dell’organismo. Basti pensare che alcuni popoli non utilizzano sale nella loro dieta.

Il sapore salato è smorzato dal dolce, ma è esaltato dall’amaro e talvolta dall’aspro (ad eccezione di limone ed aceto che, se graditi al palato, permettono di dimezzare l’aggiunta di sale alle pietanze). La notizia positiva è che il proprio palato può essere educato e che già dopo un paio di settimane di restrizione i cibi ricchi di sale appaiono poco gustosi perché troppo salati.

Nel frattempo per abituare il palato, in sostituzione del sale tradizionale, si possono utilizzare spezie ed aromi vari, come peperoncino, erbe, aglio, prezzemolo, rosmarino, salvia, origano ecc.

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