Prodotti di bellezza vegani: come riconoscerli e perché utilizzarli

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DI MARIA MACCARI

Privi di ingredienti di origine e derivazione animale, il loro utilizzo è in costante crescita, in linea con l’aumento del veganismo come stile di vita. Ma come riconoscere i prodotti vegan da quelli bio o naturali? Ecco alcune indicazioni

L’1 novembre è la Giornata Mondiale Vegan che dà l’avvio al Mese Vegan. Si celebra ogni anno in questa data per ricordare che proprio in questo giorno del 1944, in Inghilterra, venne fondata la The Vegan Society e con essa il termine “veganismo” a opera di Donald Watson, che utilizzò l’inizio e la fine del termine “vegetarian”.

VEGANISMO, FENOMENO IN CRESCITA
Una pratica diventata nel frattempo stile di vita, che investe ogni campo compresa la bellezza e in costante crescita dopo ben 74 anni. Secondo Andrew McDougall, Global Beauty and Personal Care Analyst di Mintel, infatti, “il mercato dei prodotti vegani è in piena espansione, in linea con le crescenti preoccupazioni dei consumatori circa l’impatto etico e ambientale dei prodotti legati agli animali e il desiderio di acquistare prodotti che conformi con le problematiche delle persone.” Il veganismo, insomma, sta crescendo rapidamente in tutto il mondo e secondo il Global New Products Database (GNPD) di Mintel, è più che raddoppiato negli ultimi cinque anni, con un aumento del 175 per cento da luglio 2013 a giugno 2018. A dimostrazione della crescente consapevolezza, da parte del pubblico dei prodotti che consumano, a partire dal cibo fino ai prodotti di bellezza: “I consumatori vogliono allineare tutti gli aspetti del proprio stile di vita. Lo sviluppo di nuovi prodotti cosmetici etici è in aumento e il loro consumo sta salendo come una tendenza nel settore della bellezza. Credenziali vegan e animal-friendly sono considerazioni etiche importanti che aiuteranno i nuovi marchi a creare un seguito fedele mentre quelli affermati conquisteranno nuovi utenti”, spiegano ancora da Mintel. Una tendenza in salita certificata anche dalla Vegan Society che ha confermato come il veganismo non sia più solo una scelta di nicchia e che il numero di vegani è cresciuto da 150.000 nel 2006 a oltre 540.000 oggi, spingendo i brand beauty a reagire riformulando i loro prodotti e impegnandosi sempre più in questa direzione. I test sugli animali sono stati vietati, infatti, nell’UE da quasi 15 anni e da marzo 2013 vietato anche vendere prodotti cosmetici nell’UE testati sugli animali o contengono ingredienti che lo sono stati. Un ulteriore passo avanti è la richiesta, da parte della Unione Europea, che entro il 2023 questo divieto, attualmente in vigore in ambito europeo, possa essere esteso a tutto il mondo. Anche Pinterest ha di recente riportato che le ricerche per “bellezza vegana” sono aumentate del 281 per cento dal 2017, con sempre più persone interessate alla bellezza green. Solo in Inghilterra oltre il 6 per cento dei prodotti lanciati nel 2017 sono stati certificati come vegani, una cifra che dovrebbe raddoppiare nei prossimi cinque anni. Chi sono queste persone? I millennials, innanzitutto, secondo la rivista The Independent, che spiega come ben il 42 per cento di giovani dai 15 ai 34 anni siano vegani e come il termine “vegan” su Instagram vanti oltre 54 milioni di hashtag. Un target confermato anche da Mintel che spiega: “La nostra ricerca mostra che i giovani consumatori (Gen Z e Millennials) stanno guidando questi stili di vita, con un crescente desiderio di seguire una dieta vegetariana. I consumatori più giovani sono anche molto informati su ciò che è contenuto nei loro prodotti poiché i fattori etici e naturali sono molto importanti per loro. Dato che i consumatori in generale si sforzano di essere più sani, questo ha portato a un maggior numero di persone che adottano una dieta a base vegetale, quindi la probabilità è che desiderino allineare la loro routine di bellezza con il resto del loro stile di vita”.

COSA SI INTENDE PER VEGAN BEAUTY
Ma tornando all’ambito prettamente beauty, cosa si intende per “cosmetico vegano”? La regola base è che ovviamente i prodotti siano cruelty free, ovvero non testati su animali e che le formulazioni non contengano alcun ingrediente di origine o derivazione animale come cera d’api e miele, propoli e pappa reale, lanolina, cocciniglia, squalene, collagene, cheratina e glicerina di origine animale, acido stearico che serve come emulsionante e gelificante, proteine della seta e elastina. Ma anche prodotti come uova, latte e sieri, panna, uova, lattosio.

COME RICONOSCERE UN PRODOTTO VEGAN
Occorre subito chiarire che il fatto che un cosmetico sia cruelty free, non testato sugli animali non lo rende automaticamente anche vegano dato che gli ingredienti potrebbero essere di origine e derivazione animale. Occorre, allora, leggere l’Inci dei prodotti, ovvero la lista degli ingredienti che deve essere presente, più altri simboli e diciture che certificano che un tale prodotto è vegan, diversi a seconda della nazione di provenienza, come Crumty Free International’s Leaping Bunny (identificato dall’immagine di un coniglietto che salta) o The Vegan Society. Una V con girasole oppure con la scritta VeganOK, italiana. Tutto deve essere certificato, la provenienza originaria ma anche quella per conto terzi. Una chiara indicazione su come scegliere i prodotti vegani si trova sul sito della Lav, Lega Anti-Vivisezione che spiega: “Puoi orientare i tuoi acquisti verso le aziende che aderiscono allo Standard Internazionale “Stop ai test su animali” e riportano sulla confezione dei propri prodotti la dicitura “Stop ai test su animali. Controllato da ICEA per LAV”: sono case cosmetiche cruelty free controllate da ICEA, l’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale, una società indipendente di auditing che garantisce la loro conformità ai principi dello Standard. lo Standard internazionale “Stop ai test su animali”, promosso da LAV in Italia, è infatti l’unico disciplinare riconosciuto a livello internazionale in grado di indicare ai consumatori le aziende produttrici di cosmetici che hanno deciso di non contribuire alla sperimentazione animale”. Infine, vegano non significa necessariamente che gli ingredienti contenuti siano automaticamente vegetali o di origine vegetale poiché i prodotti vegani possono contenere anche ingredienti sintetici realizzati in laboratorio. In genere, un prodotto è definito organico se contiene una percentuale minima di ingredienti naturali e biologici e Vegan&Organic contiene il cento per cento di principi attivi esclusivamente biologici e certificati. Un modo, pratico è utilizzare l’app Think Dirty che permette di scansionare le etichette dei prodotti per conoscere la lista di ingredienti e dei rischi per la salute.

PROSPETTIVE FUTURE
Sulla scia dei numeri importanti che il movimento vegan riesce a muovere anche i colossi della bellezza si stanno indirizzando verso quella direzione. Il brand Urban Decay, ad esempio, acquistato da L’Oréal, ha già 71 prodotti vegani nella sua line-up e si è impegnato ad aumentarli, non sacrificando il livello di qualità. “Ci sono voluti solo un po’ di pazienza e una piccola quantità di denaro per fare in modo che il cambiamento diventasse un marchio vegano”, afferma Kat Von D , la cui linea di make up omonima è all’avanguardia nel movimento per la bellezza vegan. Per fare il passaggio, Kat doveva trovare un sostituto per il carminio (una colorazione ricavata da insetti) individuata poi nella barbabietola, che avrebbe anche migliorato le formule: “Penso che sia nostro dovere come esseri umani fare ciò che è giusto. Voglio essere un esempio perché quando si tratta della sofferenza degli animali, penso che tutti siano vegani nel profondo”. Molti brand, oltre agli ingredienti, stanno operando anche dal punto di vista scientifico attraverso biotecnologie come la biofermentazione, che sfrutta i batteri per accrescere e perfezionare gli ingredienti botanici, consentendo alle sostanze attive di lavorare in sinergia con la pelle. “La tendenza vegana sembra continuare a crescere man mano che i consumatori controllano il loro impatto sul pianeta, quindi prevediamo che continui in futuro – spiegano ancora Andrew McDougall, Global Beauty and Personal Care Analyst di Mintel -. Avere un intero negozio o reparto dedicato alla bellezza vegana può interessare agli acquirenti che apprezzeranno la possibilità di acquistare liberamente senza dover controllare le etichette per vedere se un prodotto è vegano, così come display come “vegan”, “cruelty-free” o “carbon-neutral” per aiutare i consumatori a differenziare prodotti e marchi”. Infine, cosa spinge a scegliere vegan? “Con i social media, siamo più consapevoli che mai che le nostre azioni hanno un impatto sul pianeta e noi come suoi abitanti – afferma Imelda Burke, fondatrice di Beauty e-Tailer Content Beauty & Wellbeing alla rivista The Independent -. Una volta scoperto come i tuoi acquisti e le tue azioni producono un effetto negativo, non puoi ignorarlo. Il nostro desiderio di mangiare in modo sostenibile, consumare consapevolmente e pensare eticamente è, in parte, un tentativo di contrastare il danno ambientale causato dalle generazioni precedenti. Nell’attuale clima politico ed economico c’è la sensazione che l’unico valore che possiamo controllare sia il nostro benessere fisico, emotivo e spirituale, così come le impronte che lasciamo sul mondo che ci circonda”.

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