Natale alla Casa Bianca: da Jackie Kennedy agli Obama, i segreti di presidenti e first lady

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di Enrica Roddolo



Lo storico Lecomte-Dieu rievoca i giorni quando la First couple era quella dei Kennedy. Da Jfk a Trump, passando per Bush e Obama. Il racconto della Royal family d’America

Il Natale della Royal family d’America? Il Natale dei Kennedy? La regina era lei, Jacqueline. «Jackie sceglieva i doni destinati ai tanti dipendenti della Casa Bianca e disegnava personalmente, ogni anno, decine e decine di cartoncini di Natale per gli amici e gli esponenti del governo», racconta lo storico e biografo Frédéric Lecomte-Dieu che alla Camelot d’America ha dedicato anni di studi e passione.

Quelle stelle disegnate dalla First Lady

«E per ognuno aveva un disegno e un messaggio augurale differente, per qualcuno disegnava un albero stilizzato, per altri una stella o una decorazione delle feste. Ricordo quando, tempo fa, incontrai la figlia di un dipendente della Casa Bianca al tempo dei Kennedy che aveva tenuto tutti quei cartoncini…Jackie, ha cercato di essere la miglior sposa possibile per John. E ha lavorato al rinnovamento del suo studio con l’architetto francese Stéphane Boudin, giocando sul blu, il suo colore preferito».

E il blu di Jfk

E il blu, e ancora più l’azzurro, amato da Jackie e da John si ritrovano infatti nel grande albero di Natale che la coppia presidenziale allestisce per i giorni di festa in quell’inizio degli anni Sessanta, a Washington. Un albero ricco ma sobrio nel suo stagliarsi con eleganza, avvolto in un nastro — non a caso — azzurro, con decorazioni ispirate allo Schiaccianoci.

Menù francese

«Un décor molto francese ed europeo come era naturale, considerate le origini di Jacqueline nata Bouvier — continua Lecomte Dieu —. Anche il menù di Natale era molto francese e il principe Radziwill, primo marito di Lee, sorella di Jackie, si divertiva a raccontare un po’ di gossip a John. Poi il giorno di festa era trascorso in famiglia, in Florida a Palm Beach, a casa di Rose e Joseph Kennedy dove lei sedeva al pianoforte con Joan, sposa di Ted, mentre John, che aveva una splendida voce, cantava».

Lo chef Verdon

Così si festeggiava il Natale in quella White House che — come ripeteva Jackie ai bambini, ai piccoli John John e Caroline — «non è certo vostra, noi non siamo che i locatari di questa casa». La discrezione, l’euforia, la gioia di vivere e di guardare al futuro dell’America del boom, addolcite però dallo stile così europeo di Jackie che aveva voluto uno chef francese (René Verdon) per preparare i piatti del cuore di John: «Frutti di mare e carne di manzo, insalate e gelato alla vaniglia», svela Lecomte-Dieu che all’Institut français di Milano racconta con 200 fotografie e risvolti inediti i Kennedy visti da vicino con la mostra «Kennedy Confidential».

Da Camelot a Melania

Guardando à rebours, il contrasto con il Natale alla Casa Bianca 2018 è marcato: là dove nella White House di «Camelot» c’era un albero, ce ne sono ora cento: da quelli scintillanti di bacche rosse sul Colonnato Est — che quest’anno rimpiazzano quelli algidi, bianchi di neve e ghiaccio sintetico, voluti da Melania nel 2017 — all’albero principale, quello allestito nella Blue Room con fiocchi di velluto che portano ricamato in oro il nome di tutti gli Stati (un po’ come il velo di Meghan al sì con Harry rendeva omaggio ai Paesi del Commonwealth).

Il glamour di Jacqueline

Confrontando le due istantanee natalizie alla Casa Bianca, che cosa manca oggi? «La magia dei Kennedy, il vero glamour che era fatto anche di porte aperte ai grandi artisti internazionali», non ha dubbi Lecomte Dieu.

1889 l’abete debutta con Harrison

Dopo il primo abete di Natale voluto da Benjamin Harrison nel 1889, decorato con semplici candele e pupazzi, ci sono stati gli alberi austeri degli anni ‘30 di Roosevelt (che amava candele vere sull’abete e la lettura di A Christmas Carol di Dickens). E i fili decorativi a base di popcorn, dal sapore Pop e anticonvenzionale scelti da Lady Bird Johnson sul finire dei ‘60.

Natale stile Dallas con Reagan

Betty Ford, nel 1975, al popcorn aggiunse «moderne» ghirlande di trucioli di legno. Fino al décor genuinamente giocoso di Nancy e Ronald Reagan che nel 1985 chiamano sotto l’albero della Casa Bianca anche un Santa Claus da Hollywood, la star di Dallas, Larry Hagman. In fondo, Nancy era stata la prima inquilina di Pennsylvania Avenue a Washington a scegliere per le pareti della residenza presidenziale carta da parati con audaci farfalle.

Da Clinton a Obama

E ancora, il Natale in casa Clinton — easy, partecipato, con decori realizzati da artisti contemporanei e bambini d’America — e quello in casa Obama trascorso ogni anno alle Hawaii. Mentre in quel nastro che avvolgeva l’albero del 2015 c’erano i messaggi dei militari americani alle loro famiglie. Dopo che le luci tradizionali avevano già rimpiazzato i led a basso impatto ambientale. Così il Natale della Casa Bianca ha sempre raccontato l’Air du temps. Come sarebbe piaciuto a lei, Jackie.

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