LA STORIA DELLA DONNA CHE A 75 ANNI FA TRIATHLON È TROPPO BELLA PER FARCI SENTIRE (SOLO) PIGRISSIMI

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Di Monica Monnis




Parola di Edwina Brocklesby, la Iron woman più “matura” della Gran Bretagna

Quando ha compiuto 50 anni, Eddie Brocklesby ha deciso di correre la sua prima mezza maratona. Fino a quel momento, non è che si ammazzasse di squat o cyclette, anzi, in pratica non aveva mai messo piede su un tapis roulant o provato la sensazione delle guance rosse e del fiato corto dopo una sana e proficua camminata veloce. Al massimo zampettava per raggiungere la macchina per andare al supermercato, tanto per capirci. Poi la svolta. Muore il marito e la prospettiva, i desideri, le priorità si capovolgono. «Se sono riuscita a iniziare a correre a 50 anni e poi a diventare la donna più anziana a completare un Ironman, tutti dovrebbero rendersi conto che non è mai troppo tardi per niente», ha raccontato al Telegraph. Perché a 75 anni, Eddie è un’assidua frequentatrice di maratone, triathlon in tutto il mondo e ha accumulato un bel bottino di medaglie e premi. Il mese prossimo parteciperà al suo decimo Ironman (variante del triathlon caratterizzata da 3,86 km di nuoto, 180,260 km in bicicletta e 42,195 km di corsa) e non sta più nella pelle. Una metamorfosi raccontata nel suo libro, Irongran, un manifesto motivazionale fatto e finito di cui ha chiacchierato con The Guardian.

Il sonno
«Dormo brillantemente, non abbastanza, ma brillantemente. Raramente riesco a dormire otto ore, il mio Fitbit dice che oscillo dalle 6 alle 7 ore a notte».

Il cibo
«Non potrei sopravvivere senza colazione. Mangio uova strapazzate o sode (a volte con salmone affumicato) e pane tostato con miele o burro di arachidi dopo un’ora di allenamento intorno alle 6.45. Non ho mai fame dopo un allenamento, ma so che è importante ingerire proteine ​​dopo lo sforzo fisico. In termini di nutrizione, il resto della giornata è più caotica. A pranzo per esempio, mi basta un sandwich di pollo e yogurt, e a cena un’insalata di tonno. Mangio allo stesso modo tutto l’anno; è meglio continuare a fare ciò che fai regolarmente piuttosto che cambiare prima di una gara».

La famiglia
«Ho due figli, una figlia e quattro nipoti di età compresa tra 12 e 19 anni. Ci riuniamo spesso e sono fantastici. Negli ultimi anni, i miei figli e mio genero si sono uniti a me nel triathlon di New York, e abbiamo saltato insieme nel fiume Hudson. Uno dei miei nipoti ha detto che il mio libro si sarebbe dovuto chiamare Madgran invece di Irongran. È un po’ da matti essere una vecchietta che fa triathlon, vero?».

Il divertimento
«Non vedo il triathlon come un lavoro, non è un compito noioso senza contare il benessere che ti regala. Mi sto allenando per tre appuntamenti importanti, tra cui un Ironman a novembre. Avvicinandomi alla data della gara, avrò bisogno di allenarmi almeno 20 ore a settimana, ma non vedo l’ora».

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