Keanu Reeves e “la bruttina stagionata”: haters vs la coppia

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LA BRUTTINA STAGIONATA – SICCOME ALEXANDRA GRANT, LA FIDANZATA DEL BELLO KEANU REEVES NON E’ LA SOLITA SMUTANDATA ZEPPA DI BOTOX COL CULO ONDAFLEX, TOCCA SORBIRCI HATER, CONTRO HATER E L’ENNESIMO NOIOSISSIMO DIBATTITO SUL SESSISMO – OVVIAMENTE ANCHE CHI VORREBBE DIFENDERLA, C’È CASCATO… – VIDEO

Maria Serena Natale per il “Corriere della Sera”

Keanu e Alexandra

Lui è accompagnato da un’ aura di perfezione che ne fa di volta in volta il più sexy, il più sensibile, il più versatile, il più misterioso degli antidivi hollywoodiani. Lei è un’ artista visiva che evita l’ inutile rumore. Da amici hanno collaborato a un progetto fotografico intitolato «Shadows», Ombre, dove lui prestava corpo e versi poetici, lei manipolava l’ immagine per fermare l’ elusività della forma.

Keanu Reeves e Alexandra Grant

Ora stanno insieme, sono apparsi mano nella mano su un red carpet a Los Angeles ed è cominciato l’ inferno. Perché Keanu Reeves resta quello di sempre, mentre Alexandra Grant nei commenti social più compiacenti è diventata «la compagna con solo nove anni in meno, alta, spirituale e coraggiosa» che mostra le rughe e non tinge i capelli (grigi). Senza più nome né storia, un insieme impersonale di definizioni standard e cliché al contrario.

Keanu e Alexandra

Chi ha provato a difenderla ha fatto anche peggio, riducendo la sua eleganza libera dagli schemi a specchio della grandezza di lui: Keanu Reeves, l’ uomo che non meritiamo, sta con una che assomiglia alla 74enne Helen Mirren (da regina, Mirren si è detta lusingata). «Troppo buono per questo mondo», titolava a giugno il New Yorker. Per The Cut Alexandra era semplicemente Lady Friend , l’ Amica.

In tempi di #MeToo , battaglie salariali e femminismo tradotto in nuovo politicamente corretto, il meglio che un sistema vecchio nel midollo riesca a produrre è l’ ennesima ode al maschio. Keanu Reeves non è solo l’ ex ragazzo fragile che ha combattuto la dislessia e l’ assenza di un padre condannato al carcere per spaccio di eroina, l’ uomo che perse tragicamente la figlia Ava e l’ ex compagna Jennifer Syme (alla quale David Lynch dedicò il film «Mulholland Drive»), il fratello affezionato che oggi sostiene la sorella malata Kim.

Non è solo l’ anti-DiCaprio umile e schivo, il gentiluomo che si ferma per strada a dare una mano a una sconosciuta in difficoltà e non sfiora il corpo delle fan nei selfie. È anche femminista.

Helen Mirren, Keanu e Alexandra

Perché resiste al desiderio universale di avere una partner almeno vent’anni più giovane e impegnata più a sorridere che a incidere. Perché neanche si accorse delle avances di Sandra Bullock sul set di «Speed» nel 1994 e ora dopo decenni di «incomprensibile» singletudine rassicura le donne fuori scala, quelle che non si piegano ai codici dello star system. Parità, per tutte c’ è speranza: io vi sceglierò. E se riscrivessimo la storia?

Keanu Reeves

Alexandra Grant mescola linguaggi e in un percorso artistico che incrocia Sofocle e Jacques Derrida indaga il confine tra parola scritta, immagine, nuovi media. Nata 46 anni fa in Ohio, è cresciuta tra Stati Uniti, Messico, Europa, Africa e Medio Oriente. Ha studiato in California, esposto a Parigi e New York, dal 2008 sostiene attraverso un progetto filantropico giovani artisti e gruppi non profit. Crede nel potere civile della bellezza e ha denunciato il sessismo nel mondo nell’arte.

Non si sa molto della sua vita privata perché è soprattutto il lavoro a parlare per lei, ma da qualche tempo pare che Alex sia sentimentalmente legata a un attore canadese 55enne nato a Beirut, appassionato di moto e musica, che dopo aver recitato in film come «Matrix», «Point Break», «Piccolo Buddha», «Dracula di Bram Stoker», «L’ avvocato del diavolo», «Le relazioni pericolose»… è passato a interpretare il sicario John Wick nell’ omonima saga.

Sandra Bullock e Keanu Reeves

Senza bisogno di arrivare all’opposto annullamento del maschio, basterebbe rivedere le aspettative per tutti. Per le donne, ancora chiamate da una voce che si perde nei secoli a lasciarsi legittimare dall’esterno, a non eccedere ma stare in una forma fissa e innaturale, già decisa e delimitata da altri.

Per gli uomini, costretti dalle stesse tenaci convenzioni a interpretare un ruolo dominante al quale non c’ è alternativa, se non il peso della libertà portato in due, nel riconoscimento e nel rispetto per l’irriducibile individualità dell’ altro. Uno dei lavori realizzati in passato dalla coppia Grant-Reeves è un’ opera poetica, «Ode alla felicità».

 

 

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