Iva Zanicchi, un’esplosione di talento ed energia

Iva Zanicchi

Iva Zanicchi, cantante, attrice, scrittrice, conduttrice televisiva, ex parlamentare europea, attualmente è in tournée con la commedia teatrale 3 Donne In Cerca Di Guai, con Corinne Clery e Barbara Bouchet. La sua voce, energia e tenacia le hanno regalato una carriera colma di successi e riconoscimenti. Ha partecipato 12 volte al Festival di Sanremo, venduto milioni di dischi in tutto il mondo e da oltre 50 anni lavora incessantemente alternandosi tra musica, recitazione e televisione.

Signora Zanicchi, lei è un esempio di vitalità ed energia. Da dove viene la sua carica?

Questa vitalità mi viene dal dna delle donne della mia famiglia che sono tutte fortissime. Amo la vita, amo la gente, la primavera e il Natale dove ritorno bambina. Ma è una tragedia perché la bambina che ho dentro ha ancora voglia di fare, di sperimentare e lotta nel mio involucro che invecchia. Ma non mi voglio arrendere.

E’ sempre stata cosi vitale o il passare degli anni l’ha calmata?
zanicchiSono sempre stata curiosissima altrimenti non avrei potuto fare quello che ho fatto. Sono nata in un paesino fuori dal mondo, una frazione di Ligonchio, provincia di Reggio Emila, che si chiama Vaglie. La gente li , pur modestissima, ha sempre avuto una marcia in più. Da bambina cantavo in chiesa ed il prete mi diceva, canta piano che copri tutti i bambini.  A casa piangevo perché avevo una vociaccia potentissima. Tutti mi consigliavano di studiare lirica invece ho deciso di andare sulla musica leggera perché era più facile, si guadagnava subito, e io ne avevo bisogno. È stata dura. Sono sempre stata timidissima e molto pigra. Ma per dimostrare ai miei che non lo ero diventavo anche troppo vitale.

Da cosa è sorretta una carriere così lunga?

primo pianoSopratutto dalla forza e dalla volontà. Poi le qualità ci devono essere. Ho cantato in tutto il mondo ma anche in paesi dove non ero conosciuta. Sono stata la prima cantante italiana a esibirmi in tutta l’Unione Sovietica. Adesso sto scrivendo il mio terzo libro che è proprio autobiografico. Non sono una scrittrice, io racconto e scrivo come parlo, ma si sente forse che è scritto con sincerità.

Cosa fa per se stessa?

Troppo poco. Me ne rendo conto adesso e sono un po’ pentita. Non perche io sia così altruista da pensare solo agli altri, ma da sempre mi trascuro. Per un po’ mi lascio andare poi faccio anche 20 km al giorno a piedi. Mia figlia mi dice, “Mamma perche’ non ti fermi? Goditi quello che hai fatto. Perché hai una vita così frenetica”? Mi piace molto anche stare a casa e sono più brava come casalinga che come cantante e attrice. La mattina presto prima che arrivino le donne ho già lavato i pavimenti e fatto il bucato. Stiro velocissima e faccio le gare con me stessa come se avessi un pubblico davanti e creo uno spettacolo stirando le camicie di mio marito.

Come si dimostrano 10 anni di meno?

zanicchiE’ la voglia di vivere, di comunicare, di non arrendersi, la voglia di pensare. Adesso arriva il momento più difficile. Tutte le donne che hanno più di 70 anni come me devono accettare di tirare i remi in barca. Certe riflessioni bisogna farle ma mi danno angoscia. Per esempio, vado in banca e mi dicono, ” Si potrebbe fare questo investimento ma non possiamo farlo a lunga scadenza”. Rimango stupita ma poi capisco che hanno ragione. Non ti devi offendere perché è vero.

Cosa pensa quando si guarda allo specchio?

Non mi piaccio e mi guardo pochissimo. Se però è uno specchio non come quello della strega di Biancaneve ma idealizzato, a volte mi do anche della brava. Di strada ne ho fatta. Ho dato emozioni, ne ho ricevute, ho conosciuto persone straordinarie come Ungaretti, Burri, Manzù e tante persone non famose di grande valore. Tutte queste esperienze mi riempiono la vita.

zanicchiCosa vorrebbe dire a Iva quando aveva 20 anni?

L’aiuterei perché ha faticato molto. Le direi di non avere complessi perché ne avevo tanti. Pensavo di essere troppo magra, troppo alta, e con un naso brutto.  Solo ora rivedendo le foto ho capito che mi dava personalità ma allora ne soffrivo soprattutto in casa. I miei fratelli mi chiamavano Pinocchio e una sorella mi diceva: “se non ridi non si vede tanto”.

Perché non si piaceva?

Non mi sono mai piaciuta anche se avevo un fisico eccezionale. A volte mi mettevo una fascia per nascondere il seno perché ho troppo seno ma questo viene da un’educazione sbagliata.  Era un ambiente soffocante. Mia mamma ci metteva il terrore degli uomini e in chiesa le suore facevano uguale.

ZanicchiQuando è divenuta consapevole della sua sessualità?

Ho cominciato a vincere i complessi quando ho iniziato ad essere corteggiata e ho pensato, allora non sono proprio così tremenda. Da ragazzina mi dicevo, non sono bella come le mie sorelle però conquisterò gli uomini con la simpatia. Se riesci a far ridere il tuo uomo te lo tieni per tutta la vita. Poi arriva un decennio, dai 30 ai 4o, dove sei un esplosione di sessualità e li bisogna avere la capacità di mettere un freno e non buttarsi via.  Sono stati 10 anni molto piacevoli ma adesso non ci penso più.

Ci si può innamorare alla sua età?

zanicchiPuò succedere ma è sempre più difficile. Ci possono essere degli incontri molto piacevoli che assomigliano all’amore ma è la giovinezza il periodo della passione. Avere gli stessi gusti, essere in sintonia e parlare è importantissimo. Se una persona è sana moralmente e fisicamente può fare sesso fino a tardissima età e questo non deve scandalizzare. Ho un compagno da 30 anni e non l’ho mai tradito. Lui mi dice, ” ma neanche con il pensiero”? E io, “beh, quelli sono cavoli miei, il pensiero lasciamelo”.

E’ d’accordo con Jane Fonda quando confessa che il sesso più bello è quello dopo i 70?

Lei è un icona. Ho più di 70 anni e faccio quello che posso. Le persone della mia generazione hanno ancora il tabù del sesso. Faccio finta di parlarne con libertà ma dentro c’è questo freno.

zanicchiSi vergogna di fare qualche richiesta al proprio uomo?

Porto l’uomo a far si che io non debba chiedere perché sono un po’ all’antica. So che il rapporto dev’essere paritario però penso che deve essere lui leggermente a dominarmi e non essere io a prendere l’iniziativa.

Ha mai sperimentato la depressione?

Si, ogni donna ha un momento di sbandamento con la menopausa. Ricordo che facevo Domenica In con Carlo Conti ed ero triste e malinconica. Entravo in camerino, sentivo l’odore dei pasticcini e mi sentivo svenire. Poi ho capito che era un fatto fisico perché portavo i cerotti e senza andare da un medico li ho tolti. Mi è venuta una brutta depressione e quando ho chiamato il dottore mi ha detto di rimetterli immediatamente. Allora, cosa fare? Devi occuparti di qualsiasi cosa ma non rimanere immobilizzati con il telecomando in mano perché è la fine.

Un lifting può essere la soluzione?

primo pianoNon sono contraria anche se non l’ho fatto e mi casca un po’ la faccia. Le iniezioni le ho fatte quando a Sanremo cantavo e ballavo il tango per la prima volta e volevo sentirmi bella. I Vergottini mi hanno fatto un caschetto con i capelli lisci, avevo le unghie finte perché me le mangio, un bel vestito nero e mi hanno fatto le famose punturine. Mi sentivo stupenda, infatti, non ero io e mi hanno eliminata subito.

Che rapporto ha con il cibo?

Un rapporto d’amore. Da giovane avevo una stufa al posto del metabolismo. Oggi ho mantenuto quella voracità ma mangio molto meno. Ingrasso moltissimo ma di fronte a certi cibi non posso dire di no. Se vedo un piatto di tortellini in brodo o i tortelli di zucca o una zuppa inglese fatta a Reggio Emilia, non ci rinuncio.

Ricorda una cosa spavalda che ha fatto nella vita?

Sono tutto tranne che spavalda però quando ero in Africa, a Kinshasa con una onlus, dei frati mi hanno accompagnato in un luogo terribile dove nessuno poteva andare, neanche loro. Sono entrata con una palandrana nera e un foulard in testa. Lì c’è voluto coraggio perché ho visto cose che non riferisco perché sono troppo forti e mi hanno cambiato la vita. Ho visto l’inferno. Sono stata spavalda? Forse si. Quando sono tornata a casa ho detto a mia figlia, facciamo una preghiera a Dio che è stato cosi buono da farci nascere qui.

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