Imparare a godersi la vita cominciando da 4 semplici esercizi

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Di Martina Manfredi



Come imparare a godersi la vita secondo la School of Life

Siamo andati a lezione nella scuola fondata dal filosofo Alain de Botton. Obiettivo: apprezzare la vita nel suo essere dolce-amara, cominciando con questi 4 semplici esercizi

aaafelice alainScrittore, conduttore ma soprattutto filosofo del quotidiano e dell’amore, Alain de Botton ha fondato la School of Life (Scuola di vita) per fare quello che secondo lui le università non fanno: “dare un senso di orientamento e saggezza per la vita con l’aiuto della cultura”. Noi siamo stati nella sede centrale di Londra, che è un negozio della filosofia/luogo di incontro, per seguire la lezione “How to Enjoy Life” cioè come godersi la vita, tenuta dall’autore e consulente Francesco Dimitri (@fdimitri), esperto di intelligenza emotiva.

aaafelice vetrinaThe School of Life, a Londra
Obiettivo della lezione: accettare ma soprattutto apprezzare la vita per quello che è, quindi dolce-amara, imparando l’arte della “disperazione felice” (“cheerful despair”). Per farlo le parole non bastano, quindi ecco di seguito quattro piccoli esercizi pratici per re-imparare (da bambini è più facile) a godersi la vita.

aaafelice v flower1. Pensa a qualcosa di comune e cerca qualcosa di speciale
Di solito i campioni nel guardare a cose ordinare e trovarci qualcosa di stra-ordinario sono gli artisti: per esempio John Constable era fissato con le nuvole, Manet con gli asparagi e la coppia di fotografi Bernd e Hilla Becher con le torri d’acqua. Prova a cercare qualcosa di speciale in una cosa comune e quando la trovi (o se già ce l’hai in mente) pensa a come la promuoveresti.

2. Pensa a un bel ricordo
Troppo spesso spendiamo energie a pensare al futuro. Guardare al passato e ripensare a un ricordo felice può generare nostalgia e malinconia ma fa bene al cuore, perché è parte della propria vita. Prenditi 10 minuti, sdraiati e dedica questo tempo ad assaporare un preciso bel ricordo, senza fare altro: semplicemente pensa e ricorda.

3. Crea un tuo rito
Se la routine può annoiare, i riti sono invece capaci di creare un appuntamento confortante, da aspettare con gioia, soprattutto se non sono riti “comandati”. Stabilisci una cadenza – quotidiana, settimanale, mensile, annuale,… – e decidi se vuoi condividerlo e con chi. A questo punto scegli che cosa celebrare, quindi un tema del rituale, e in che modo, quindi uno svolgimento (anche una pizza al mese con le amiche per celebrare l’esistenza di lievito e farina è un rito).

aaafelice slider4. Fai una lista di cose per cui vale la pena vivere
Vale tutto. La difficoltà è nel riuscire a riconoscere quello che ci piace davvero aldilà della società e delle mode. Il risultato è una lista molto personale, da scrivere di tanto in tanto, leggere e ricordare rivivendo le azioni segnate. Di seguito tre esempi di personali liste di cose per cui vale la pena vivere prese dal cinema e dalla letteratura.

aaafelice woody– Nella lista che fa Woody Allen in “Manhattan” ci sono, tra le altre cose, Joe DiMaggio, Louis Armstrong, “L’educazione sentimentale” di Flaubert, Frank Sinatra, le mele e le pere dipinte da Cézanne.

– Guillaume Canet/Julien Janvier in “Amami se hai il coraggio” mette l’adrenalina del gioco amoroso e pericoloso con Sophie Kowalsky sopra alle droghe, il sesso, i nei di Cindy Crawford, le puntate del “Muppet Show”, la banana split, il lato b di Abbey Road, i rave party e molto altro…

– Roberto Saviano in “Vieni via con me” fa un decalogo in cui compaiono la mozzarella di bufala aversana, il gol di Maradona del 2 a 0 contro l’Inghilterra ai mondiali del Messico del 1986, il poema epico “Iliade”, i tuffi nel mare più profondo e fare l’amore.

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