Giulia De Lellis scrive un libro sulle corna e su come superarle

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6 cose da sapere sul libro di Giulia De Lellis (tra cui come superare un tradimento)

«Le corna stanno bene su tutto, ma io stavo meglio senza» è il libro di Giulia De Lellis in cui si parla di tradimento e di come superarlo

Giulia De Lellis ha scritto un libro. Parla di corna, o di tradimento, come preferite. Parla di come si soffre quando scopri che una persona che ami ti ha mentito, dello strazio che si prova, di quel dolore quasi fisico che deriva dallo sforzo di voler odiare qualcuno che invece si ama.

giulia v libroDi tutte quelle fasi che si attraversano prima di poter riuscire ad andare oltre e perdonare; a smettere di perdere tempo a soffrire per qualcuno che evidentemente non ci ha saputo amare a dovere per riprendere ad amare (a dovere) noi stessi. Lo ha fatto condividendo (condividere è un concetto chiave quando hai più di 4 milioni di followers su Instagram) la sua storia, di quando ha scoperto che il suo allora fidanzato, Andrea Damante, l’aveva tradita.

«Le corna stanno bene su tutto, ma io stavo meglio senza», edito da Mondadori Electa e scritto a quattro mani con Stella Pulpo (autrice del super blog «Memorie di una vagina») parla di come superare un tradimento e uscirne più forti e felici di prima.

Perché ha scritto un libro

«Ho scritto questo libro perché le corna sono democratiche: colpiscono tutti e fanno male a tutti allo stesso modo», ci racconta Giulia alla presentazione del libro. «Questo libro l’ho scritto perché quando mi sono trovata catapultata in una realtà che non mi sembrava reale avrei tanto desiderato qualcuno che potesse capirmi, o indirizzarmi, o distrarmi.

Ho anche detto a mia mamma “Ok, tu mi hai messa al mondo adesso mi aiuti a uscire da questo casino perché io non so come fare”. Avrei voluto che qualcuno mi dicesse cosa fare per smettere di stare male. E in effetti un amico l’ha fatto, suggerendomi di scrivere questo libro. Mi ha detto “Fallo per te, ti farà sentire meglio, poi deciderai se pubblicarlo davvero o tenerlo in un cassetto”. L’ho fatto e in effetti mi ha fatto stare meglio.

Giulia De Lellis

Ogni volta dopo aver parlato con Stella ero a pezzi. Mi facevo delle foto per ricordarmelo, perché volevo avere memoria di quello che stavo passando. Oggi se riguardo quelle foto vedo che di volta in volta stavo un po’ meglio.

Rivivere tutto mi stava facendo bene.

Ci ho messo un sacco di tempo a capire che l’avrei pubblicato davvero, ma in qualche modo volevo poter dire a chi lo leggerà che si sale su una giostra emotiva ma che poi passa e che ci si ritrova più forti e consapevoli di prima. Dopo averlo scritto mi sento più coraggiosa e leggera. Più alta, anche. Ma quello forse sono le corna».

Chi ha deciso il titolo
giulia 3 panchina«Il titolo l’ho deciso io e inizialmente non mi è stato appoggiato. Dicevano che era troppo lungo, troppo complicato e difficile da memorizzare. Io però l’ho voluto fortemente perché mi rappresentava», dice Giulia De Lellis, «d’altra parte nel libro c’è tanta tristezza ma anche tanta ironia, che è il modo in cui io affronto le cose: (anche) scherzandoci su».

L’ha scritto davvero lei?
Il libro è stato scritto a quattro mani con Stella Pulpo, che nel 2011 dopo la fine di una relazione cosiddetta importante ha aperto il blog Memorie di una vagina, in cui parla di amore, sesso, relazioni, amicizia e parità.

Di Giulia e di quest’esperienza Stella dice:

Giulia De Lellis

«Quando mi è stato proposto ho pensato che fosse una proposta assurda: io e Giulia siamo estremamente diverse, ma dopo un pomeriggio con lei ho capito che non solo avremmo potuto farlo ma che sarebbe stato umanamente e professionalmente formativo e stimolante. Scrivere una storia di qualcuno che non fossi io, instaurando una comunicazione aperta con una donna totalmente diversa da me. È stato facile perché il dolore e la sofferenza di cui lei parlava li riconoscevo. Li capivo. E quindi potevo raccontarli come fossero miei».

Come si supera un tradimento?
«Ci sono sicuramente delle fasi, il migliore amico in questi casi è il tempo, perché è l’unico che porta via la rabbia e i rancori. Però in effetti ci sono alcuni buoni consigli che possono aiutare a guarire prima.

Innanzitutto vivere il dolore, concedendosi la possibilità di soffrire e di elaborare quello che a tutti gli effetti è un lutto. Quindi il primo passo è concedersi del tempo.

giulia bedSecondo consiglio: circondatevi di persone che vi amano, che vi vogliono bene e che vogliono il vostro bene: che vi ricordano che l’amore non è solo quello che ci ha ferito, ma che ce ne sono tanti altri tipi.

Terzo passo: uscire. Stare a casa a piangere oltre lo stretto necessario non fa bene. Chiamate gli amici e uscite. Gli amici sono fondamentali.

Quarto consiglio: non smettete di prendervi cura di voi. Chiudersi in casa e vedersi brutte e trascurate non aiuta: vedersi fuori, al lavoro, all’opera mentre si crea qualcosa di positivo per se stessi aiuta tantissimo.

Giulia De Lellis

E indagare? Cercare di scoprire tutto quello che ci è stato nascosto?
«Quello è masochismo puro, se riuscite a evitarlo non fatelo. Io ne avevo bisogno, mi serviva una doccia fredda per realizzare quello che era successo davvero. Quindi fatelo solo se pensate che vi possa aiutare ad aprire gli occhi».

Qual è il momento in cui dobbiamo auto dirci basta e smettere di soffrire?
«Quando non ti riconosci più. Se ti rendi conto che non sei più te stesso, è il momento di darsi uno stop e di rimettersi in piedi».

La morale
Per quanto sul momento sembri difficile poter uscire da un tradimento di nuovo sorridenti, o impossibile fidarsi di nuovo di qualcuno, succede sempre: il tempo passa e con lui si ricuce lo strappo, lasciando cicatrici più o meno visibili. E nel migliore dei casi potreste finire per scriverci su un libro.

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