Giampiero Mughini, donne e libri le passioni assolute

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Di Sandra Monteleoni

 

Giampiero Mughini con La Stanza dei Libri, edito da Bompiani, narra l’appassionata storia di un uomo che rievoca la sua vita tra libri collezionati con l’ardore di un innamorato. Libri rari cercati con ossessiva perseveranza ed accumulati con una venerazione bruciante che ricorda la sua passione assoluta per le donne.

Giampiero Mughini e La Stanza dei Libri

                                      

Giampiero Mughini, tentiamo qualche analogia tra il suo amore per i libri e la sua passione per le donne. Come si scelgono le donne ed i libri?
Sono due scelte molto diverse. I libri li devi scegliere, li devi amare e ne devi possedere tanti. Le donne, per riempirti di guai e di gioie ne bastano poche. Per lo meno a me è andata così, poche donne e un’infinità di guai. Quando parlo di “donne”, escludo quella che è la donna reale della mia vita, Michela, (Pandolfi). Ne parlo meno appunto perché appartiene alla realtà e non alla letteratura.

John Kennedy

Qual è la differenza tra i libri e le donne della sua giovinezza e i libri e le donne dell’età matura?
I libri della mia gioventù appartenevano ai miei 20 anni. Nei primi anni’ 60 ero di sinistra e quindi sentivo quel vento lì. L’America di Kennedy, gli studenti europei che facevano casino, la Cina della rivoluzione culturale, l’evoluzione del costume italiano, il rapporto tra noi e le donne che s’era fatto diversissimo da quello esistente al tempo dei nostri padri. E poi la musica, la moda, le librerie Feltrinelli, le edizioni Einaudi. Quanto alle donne, mi piacevano lo stesso tipo di donne che mi piacciono oggi, cioè un po’ malandrine, sfacciate, intellettualmente non banali, provocanti, l’aria di chi “più è stronza meglio è”.

Giampiero Mughini e Michela Pandolfi

Nella sua maturità c’è una donna molto diversa vicino a lei?

Michela è molto più tentatrice e birichina di quanto sembri a prima vista, e nella sua vita ne ha fatte di cotte e di crude (non so se le faccia ancora). Passa per una regina ma le sue qualità di stronzetta le ha, commiste alla sua eleganza come nativa. Fatto è, e non ci posso credere, che il nostro rapporto sussiste da 25 anni. Michela è soffice come una piuma, mi fa  piacere andare con lei a cena, al cinema, alle inaugurazioni d’arte, nei negozi di moda dove sono io che la consiglio e non lei che consiglia me, e sebbene Michela sia una costumista e dunque espertissima di moda. Poi c’è la casa che abbiamo messo su assieme, e la nostra figlia a 4 zampe, Bibi.

Myricae di Giovanni Pascoli

La ricerca di un libro è un emozione quanto la conquista di una donna?
Siamo lì. Sono pronto a fare un debito in banca pur di acquistare un libro che bramo da vent’anni, la prima edizione del primo libro di Giovanni Pascoli del 1884, “Myricae”. Così come sarei pronto a qualsiasi costo pur di avere “La Scienza in Cucina”, il manuale dell’Artusi, e “Il Piacere” di D’Annunzio in prima edizione. Li porto nel cuore e so che non li troverò mai. Libri rari quanto e più di una donna bella e intelligente e tentatrice, una di quelle che ti conciano per le feste.

Questa stessa emozione l’hai verificata nell’attesa di una conquista?
Ci sono donne che mi hanno fatto vedere i sorci verdi, anche perché, bonaccione come sono, le donne le ho sempre sopravvalutate. E purché fossero donne donne donne, e non perché inserite nelle “quote rosa”, un termine che mi fa vomitare. Quando parlo dell’“intelligenza” di una donna mi riferisco non al fatto talmente ovvio che le donne sanno fare tutti i mestieri che fanno gli uomini, e talvolta anche meglio degli uomini. Mi riferisco a quella particolare intelligenza che è una virtù specifica del femminile. Ho conosciuto ragazze che non leggevano un articolo di giornale che fosse uno, e che pure acciuffavano e interpretavano situazioni e personaggi in modo portentoso. Una sera una di queste ragazze, che io denomino affettuosamente “zoticone”, venne a cena da me, e c’era anche un mio amico. Quando lui andò via, lei me ne fece un ritratto come se avesse studiato la sua vita e le sue azioni per vent’anni

                                               

Nudo di donna

Accarezzare un libro raro è come accarezzare il corpo di una donna?
E’ erotismo puro. La differenza enorme è che un libro non ti delude mai, mentre una donna prima o poi sì, e a non dire che glielo leggi in volto quanto tu la stia deludendo. Un conto è il corpo di una donna le prime volte, un conto è la duecentesima volta. Quell’ardore, quella curiosità e quella scoperta non ci sono più. Una buona quota della mia accensione per il femminile stava nel fatto che le proprietarie di quel femminile o nicchiavano o mi dicevano di no. Ho molto desiderato una donna che mi ha detto di sì troppo tardi, tanto che le ho risposto che non raccoglievo le briciole cadute dal piatto altrui. L’ho poi vista per strada dopo molti anni, e quasi non la riconoscevo. Con un libro non succede mai di non riconoscerlo più. Io continuo ad amare i libri che ho letto a vent’anni e di cui adesso non condivido neppure una riga.

Giampiero Mughini, Michela Pandolfi e Bibi

Le donne sono più costose dei libri?
Senza alcun dubbio, di tutte le delizie della vita la donna è quella che costa di più. Trent’anni fa sono andato a cena con un’amica che era solo un’amica. Sono andato a prenderla e riportarla in taxi, le ho pagato aperitivo cinema cena e dopocena. Alla fine della serata non mi ha neppure detto grazie, da quanto riteneva tutto ciò scontato. Quando io e Michela eravamo soltanto amici, e avevamo preso un appuntamento per andare al cinema, io arrivai con un po’ di ritardo e la trovai che aveva già acquistato i biglietti per tutti e due. La cosa mi colpì. Avevo già cinquant’anni, e non mi era successo mai che una donna mi pagasse il cinema.

La noia che sopraggiunge in un libro è paragonabile alla noia con una donna?
In questi giorni sto leggendo “La virtù dell’Elefante”, di Paolo Isotta, critico e musicologo dei più noti in Italia. Nel leggere questo libro ho provato tanto interesse per lo scintillio dell’intelligenza e della cultura di Paolo, quanta noia nell’imbattermi riga dopo riga in tanta vanità ed egotismo. Per quanta stima abbia dell’intelligenza e dell’anticonformismo di Paolo ho faticato ad arrivare alla fine delle quasi 600 pagine. Se con una donna sopravviene la noia, penso che la chiudi lì prima di arrivare alle 600 pagine. Noi tutti, per viltà, non siamo pronti a chiudere un rapporto dove è sopravvenuta la noia. Sono tantissimi i rapporti che continuano all’insegna della noia e della viltà. Sì, a me è capitato molte volte di chiamare con un senso di liberazione il taxi che doveva portarsi via una donna. E’ drammatico quando la noia da una parte c’è e dall’altro no. Sono i rapporti più difficili da concludere. E del resto se ho vissuto da single quasi trent’anni, vol dire che di quella noia avevo molta paura. Ci sono tipi e tipe di cui mi annoio dopo mezz’ora, e tanto più in un mondo come quello odierno dove tutti sono centrati solo e unicamente su se stessi. I social sono lì a dimostrarlo, gente che esibisce la sua foto mentre sta andando a fare la spesa al supermercato. Hanno ridotto la vanità, che un tempo era un lusso, a un vizio.

Donna

Come nasce la morbosità per una donna?
Bisogna essere bravi e arditi, accettare il fatto che la morbosità è un pericolo. Oppure ritirarsi a tempo e con eleganza. Se ti piace una donna che suscita morbosità è ovvio che lei piace anche ad altri in quella chiave lì, con tutte le conseguenze del caso. Detto questo, la gelosia è un sentimento miserevole. Nessuno di noi ha il monopolio di nessuno. Stare lì a guardare l’orologio se lei ritarda, è da masochisti. E poi c’è che i tradimenti del corpo valgono due soldi, quelli che sono terrificanti sono i tradimenti dell’anima. Se ho mai tradito con il corpo Michela? Più di una volta, e penso che anche lei lo abbia fatto. E con l’eccezione, per quanto mi riguarda, di una storia che è stata più lunga e più complessa. Vuoi che in 25 anni non ce ne fosse mai stata alcuna?

Michela Pandolfi e Giampiero Mughini

Ha mai detto no ad una donna?
Dire no in nome di che cosa, della religione della monogamia? E’ una religione alla quale non credo. Sto attento e sono responsabile e non insinuo mai niente con nessuna, e a parte il fatto che se lo facessi alla mia età interverrebbero i carabinieri ad ammanettarmi. Certo che mi si presentasse un’eroina del femminile come quella cui ho dedicato una storia porno a fumetti che mi sono fatto disegnare da Ernesto Carbonetti, e che custodisco segretamente nelle scatole dove sono conservate le tavole del fumetto erotico che colleziono, sarebbe molto difficile dirle di no. Ti rispondo così perché sono uno che chiama sempre pane il pane, e non faccio il piacione, ossia il bugiardo sistematico.

Woody Allen

Ci sono libri e donne che non lasciano tracce?
Una volta ho avuto una grande delusione. Mi telefona una ragazza e mi dice che vuole venire a Roma e conoscermi. “Lei cosa fa?”, le chiesi. “La shampista”, rispose ed io avevo appena visto un film di Woody Allen dove la protagonista era una shampista femminilmente attraentissima. Sono andato a prenderla alla stazione Termini, siamo arrivati a casa, l’ho messa nella stanza degli ospiti, l’ho portata a cena, siamo tornati a casa e siamo andati a dormire ciascuno per i fatti suoi. L’indomani pomeriggio l’ho riportata alla stazione Termini. Sono state 24 ore fra le più pesanti della mia vita. Non tutte le shampiste sono al modo della protagonista del film di Allen.

Red Carpet Venezia 2016

Cosa pensa delle ultime apparizioni femminili sul red carpet di Venezia che lasciavano poco all’immaginazione?
Ributtanti. Una donna che mette in mostra tutto ma proprio tutto, è orripilante in fatto di erotismo. Nel senso che è il contrario dell’erotismo. Evidentemente c’è un numero adeguato di babbei maschi cui tutto questo piace. Sono maschi ai miei occhi orripilanti. Gente che se parla di una donna usa l’espressione “me la farei”, un’espressione che non pronuncerei nemmeno se mi offrissero una copia in brossura del libro “Cuore” di De Amicis.

Squardo di donna

Le ragazze d’oggi hanno uno sguardo diverso?
Oggi le donne sono molto appiattite dalla democrazia di massa e dall’esibizionismo di massa. Molte di quelle che esibiscono il loro corpo a tutto spiano, non sono sicuro che abbiano una vera consapevolezza e del loro corpo e degli sguardi maschili che puntano il loro corpo. Una volta stavo passando per una strada stretta e mi veniva incontro una ragazza men che trentenne. Mi sono tratto indietro per lasciarla passare. Lei è arrossita e mi ha sorriso. Evidentemente non le era mai successo con quei bestioni dei suoi coetanei. Gli uni e le altre non sanno quello che si perdono. L’erotismo o è sontuoso, quanto a intensità ed eleganza, o non è.

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