Chirurgia estetica, le regole da seguire per evitare brutte sorprese

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www.huffingtonpost.it

Di Giulio Basoccu Chirurgo Plastico



Chirurgia estetica tra esasperazione e sicurezza: le regole da seguire per evitare sorprese.

Dopo l’ultimo caso di cronaca avvenuto a Seregno, dove una donna che doveva sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica è morta dopo essere entrata in coma, sono state tante le domande che mi sono state poste in merito alla sicurezza degli interventi.

La domanda più frequente è stata: ma si può morire per un’operazione di chirurgia estetica?

plastic 2La risposta è no, non si dovrebbe ma soprattutto non si muore a causa di un intervento estetico. Si muore quando, purtroppo, non si adottano le misure di sicurezza adatte e che la legge giustamente impone non solo per questo tipo d’intervento ma per tutti quelli che hanno a che fare con la chirurgia.

Perché sì, il problema è proprio questo. Spesso, cioè, si pensa alla chirurgia estetica come un qualcosa d’altro: più superficiale, meno necessario, legato all’estetica e dunque meno “serio” rispetto ad altri interventi che hanno a che fare con qualche problema più o meno grave di salute.

Niente di più sbagliato. Intanto, l’intervento di chirurgia estetica è in primis, un’operazione a tutti gli effetti. E, esattamente come accade per ogni altro tipo d’intervento, è chiamata a seguire una serie di regole imprescindibili per la salute del paziente.

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Mickey Rouke

Vi sottoporreste a un intervento di appendicite in un centro medico non attrezzato? Vi fareste curare una carie in un salone di bellezza? Non credo. Lo stesso vale per la chirurgia estetica. Quando deroghiamo a queste regole, ci esponiamo a una serie di rischi più o meno gravi. Come andare in bicicletta in autostrada (per altro, vietato dalla legge).

Seguire le regole è fondamentale. Poi, certo, c’è la questione dei centri più o meno riconosciuti ufficialmente.

Ci sono, oltre agli ospedali, anche day hospital chirurgici, cliniche, che seguono le normative previste e dunque sono adeguatamente attrezzate con sale operatorie, anestesisti, etc.

Ci sono plastic terriblepoi centri e ambulatori messi su in maniera approssimativa e dunque privi dei requisiti necessari per interventi di questo tipo. Non sarà un caso se molti di questi incidenti accadono proprio in strutture non attrezzate.

Questo è il punto. Perché non ricordarci che quando ci sottoponiamo a questi interventi è necessario farlo in strutture attrezzate?

Altro aspetto, fondamentale: il rapporto di empatia che si instaura col medico

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Donatella Versace

e le sue responsabilità. Bene fidarsi, ma non basta.

Sia chiaro: siamo tutti fallibili e anche la medicina, in qualche caso, può non rispondere alle aspettative. Siamo medici, non santi.

Proviamo a salvare vite e migliorare la vita dei pazienti, ma non facciamo miracoli. Di questo siamo tutti consapevoli. Come sappiamo benissimo di avere delle responsabilità ben precise.

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Daryl Hannah

Ma se affrontiamo ogni intervento, semplice o complicato che sia, in maniera responsabile, adottando tutte le accortezze possibili e seguendo tutto ciò che la legge prevede in maniera professionalmente e umanamente ineccepibile, tutto assume un aspetto diverso.

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