Ansia e panico: perchè i sintomi peggiorano con il caldo?

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Di Lidia Pregnolato

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Ansia e panico: perché in primavera aumentano? I consigli pratici degli esperti

Disturbi ancora sottovalutati, ma che possono risultare invalidanti. E purtroppo con l’arrivo del caldo i sintomi peggiorano. Scopriamo perché e come uscirne una volta per tutte

Ansia, panico, paura, angoscia… Emozioni troppo spesso fonti di malessere e disagio, sofferenza e dolore psichico. I disturbi d’ansia sono i disturbi mentali più presenti nella popolazione generale. Pensate che dalle ultime stime pubblicate, circa 1 persona su 3 ha avuto l’esperienza di un disturbo d’ansia che equivarrebbe a un numero di persone soltanto in Italia superiore ai 20 milioni.

panic handsOvviamente non parliamo della normale e salutare ansia che capita a tutti magari prima di fare un esame o un colloquio di lavoro, ma di un malessere che diventa padrone delle nostre vite, le condiziona fino a renderci anche le attività quotidiane più banali impossibili da svolgere.

La buona notizia è che questi disturbi si possono curare e se ne può uscire alla grande. La cattiva notizia è che questi disturbi non vanno in vacanza, anzi… Primavera ed estate spesso coincidono con un aumento dei sintomi e dei disagi legati all’ansia e agli attacchi di panico.

panic vPer capire come mai e riuscire a uscire una volta per tutte da questo circolo vizioso abbiamo interpellato due dei massimi esperti nel campo: Giampaolo Perna, Medico Psichiatra, Professore Straordinario di Psichiatria presso l’Humanitas University, responsabile del Centro per i Disturbi d’Ansia e di Panico di Humanitas San Pio X a Milano e Direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche di Villa San Benedetto Menni ad Albese con Cassano e Tatiana Torti, Psicologa psicoterapeuta cognitivo comportamentale specializzata nel trattamento dei disturbi d’ansia e di panico.

Perché ansia e panico possono subire dei peggioramenti con l’avvicinarsi dell’estate?

«Il cambiamento della luce e dell’equilibrio atmosferico mette in crisi il nostro corpo che deve adattarsi all’arrivo del caldo e dell’aumento della luminosità. Il corpo, quindi, parla di più e le persone con ansia e panico sono più sensibili alle sensazioni corporee, rispondendo a questi cambiamenti con un senso di allarme e tensione. In più il disagio creato dal caldo e dall’umidità può disturbare il sonno e quindi la possibilità di riposare bene aumentando i livelli di stress, a cui gli ansiosi sono particolarmente sensibili».

panic phoneCome capire quando si tratta di forte ansia e invece quando si vero e proprio attacco di panico?

«L’ansia è una anticipazione di un pericolo, che ancora non c’è ma che potrebbe esserci o si sta avvicinando e che possiamo immaginare. L’ansia parte dalla mente per poi coinvolgere il corpo con la comparsa di tensione muscolare, batticuore, sudorazione, senso di caldo o freddo che generalmente possono durare anche ore.

L’attacco di panico, invece, è una improvvisa e immotivata sensazione di fortissimo malessere/disagio fisico, che si esprime nel corpo con potenti sensazioni che coinvolgono principalmente la respirazione, il sistema cardiaco e il sistema dell’equilibrio, la cui durata può variare da qualche secondo a una decina di muniti. L’attacco di panico, spesso, si accompagna a una generale sensazione di non sentirsi in forma fisicamente.

panic v da fareL’ansia è motivata e innescata dalla sensazione di essere in pericolo, mentre l’attacco di panico spesso non trova alcuna motivazione precisa nel momento in cui esplode. L’ansia è legata a una preoccupazione o alla comparsa di un potenziale pericolo esterno mentre l’attacco di panico è fortemente ancorato al corpo e alla sensazione che questo sia in pericolo. Ansia più mente, panico più corpo».

Qual è la prima strategia da mettere in atto in ambo i casi quando ci si trova ad affrontare un momento del genere?

«In caso di forte ansia la prima cosa da fare è informarsi il più possibile sulle motivazioni che hanno indotto il senso di pericolo: generalmente sono le situazioni poco chiare e imprevedibili che inducono ansia. Imparare ed applicare tecniche di rilassamento può aiutare l’ansioso a ridurre la tensione come pure la distrazione.

panic handIn caso di attacco di panico, la prima cosa da ricordare è che passa da solo. Poi possiamo imparare a controllare la respirazione, rallentandola come valido strumento di gestione. Anche un’attività fisica intensa, come uno scatto veloce, può sgonfiare l’attacco di panico».

Cosa invece non va fatto?

«In entrambi i casi l’uso immediato degli ansiolitici tradizionali, le benzodiazepine, andrebbe evitato e considerato solo se la sintomatologia non tende a ridursi applicando le strategie descritte e dura più di mezz’ora. Da evitare sono gli alcolici che danno un sollievo momentaneo per poi favorire la cronicizzazione del disturbo ansioso. Bisogna inoltre evitare, in entrambi i casi, di rimuginare e cercare di controllare mentalmente la reazione ansiosa o l’attacco di panico, meglio agire sul corpo con il rilassamento o il controllo della respirazione».

panic hairQuali consigli dareste a chi si trova vicino a una persona che sta subendo un attacco di panico o un momento di forte e intensa ansia? Come si deve comportare per aiutare chi in quel momento sta soffrendo?

«Sicuramente bisogna evitare di dire frasi come “mettici la buona volontà”, “non hai motivi per sentirti così”, “controllati” e così via. Chi soffre per un disturbo d’ansia, soffre di un problema emotivo che spesso ha radici in un malfunzionamento dei meccanismi che regolano i sistemi di controllo del pericolo. Anche i disturbi d’ansia e di panico sono vere e proprie patologie del funzionamento mentale e non di una generica debolezza mentale o fragilità personale e come tali devono essere considerati anche da chi sta vicino a chi soffre per questi disturbi.

Comprensione, ascolto, fiducia in quello che la persona sta dicendo accanto all’invito di rilassarsi e evitare di respirare troppo velocemente sono alcuni spunti utili. Anche la distrazione può essere utile. Ovviamente l’incoraggiamento a rivolgersi a specialisti per cercare una terapia realmente risolutiva è fondamentale quando queste reazioni siano ricorrenti e influenzino la qualità di vita della persona che ne soffre».

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