7 cose che il tuo corpo sta cercando di dirti quando non riesci ad addormentarti

dilei.it



Il nostro organismo comunica con noi costantemente, ed esprime i propri disagi non lasciandoci dormire.

Mezzanotte meno dieci. Tra cinque ore e quaranta minuti dovrà necessariamente ricominciare quell’illogico ciclo che è la nostra giornata. Sveglia presto, lavoro, pausa pranzo con l’imbuto, ancora ufficio, o fabbrica, o negozio, cenetta romantica o pizza a domicilio, plaid e serie tv o birra con gli amici.

Questa è soltanto la bozza della nostra vita. In mezzo a tutto ciò, in uno spazio randomico ed indefinito, dovrebbero collocarsi anche l’attività fisica, gli hobbies e lo studio.
Inoltre, per i genitori con uno o più figli, questo illogico accavallarsi di obblighi e doveri si devono incastrare con quelli dei pargoli. Scuola, compiti, piscina, e chi più ne ha, più ne metta.

In sintesi, una volta arrivato lo scoccare della mezzanotte, il nostro corpo dovrebbe reclamare pietà e “morire” sul letto per qualche ora, per recuperare le energie perse durante la giornata.
Eppure gli occhi non si chiudono.

Ci sono una miriade di motivi che spiegano l’insonnia, ovvero la difficoltà a prendere sonno. Normalmente, una persona adulta dovrebbe impiegare tra i cinque ed i dieci minuti per lasciarsi andare tra le braccia di Morfeo. Puntualmente, purtroppo, il nostro cervello decide di cancellare, completamente, l’opzione “off”, lasciandoci preda del buio, ma con gli occhi spalancati come i rapaci notturni.

Questa è, semplicemente, la maniera più immediata che il corpo ha per comunicarci qualcosa. Anche se non ce ne rendiamo conto, il nostro fisico parla con noi costantemente. Nervi, muscoli, ormoni e sensazioni: in ogni secondo, riceviamo un segnale, che serve per indicarci un problema, una questione irrisolta, un pensiero di troppo.

Quelli che seguono, dunque, sono solo alcuni pratici consigli per risolvere adeguatamente alle chiamante senza risposta del nostro organismo. L’obiettivo, naturalmente, può essere solo uno: addormentarsi in fretta.

  1. Evitare l’attività fisica prima di andare a dormire
    “I ritmi stressanti del lavoro intasano la vostra vita come un rubinetto, ma non sapete rinunciare all’attività fisica?” Questa è una domanda molto più gettonata di quanto si possa pensare. Spesso, i cultori del corpo decidono di dedicarsi alla palestra in orario serale. Purtroppo per loro, la prima vittima di questa mania da fisico scultoreo è proprio il nostro sonno, poiché la grande adrenalina sviluppata durante l’allenamento fa si che questi non riesca giungere in tempi consoni. Paradossalmente, questo ciclo infernale, anziché rinforzare, non fa altro che indebolire il nostro fisico, lasciandoci più esposti a malanni di stagione e con un perenne senso di stanchezza.
    Ancora convinti che l’orario ideale per la palestra sia alle 22, quando in sala pesi ci sarete soltanto voi ed il custode?
  2. Evitare la luce degli smartphone
    Se state leggendo questo articolo, è inevitabile che voi siate dei veri e propri social-dipendenti. La luce dei vostri telefonini, però, ha lo stesso effetto di quella solare, risultando estremamente dannosa per il nostro sonno. Gli esperti consigliano di spegnere tutti i dispositivi elettronici almeno un paio d’ore prima di mettersi a letto, in maniera di conciliare idealmente il nostro ritmo biologico con il ritmo circadiano. Se persino Cristiano Ronaldo segue questa regola d’oro, forse fareste meglio a farlo anche voi.
  3. Abbuffarsi a cena o mangiare poco prima di andare a dormire
    Credete che l’abiocco da post-abbuffata di Natale possa ripetersi per 365 giorni all’anno?
    Vi sbagliate, e di grosso, anche. Infatti, il cibo è uno dei principali stimolatori del nostro organismo. Anche digerire è un’azione che viene compiuta da dei muscoli. Qualsiasi tipo di attività motoria, come abbiamo già potuto vedere, disturba ed allontana in maniera netta l’ora del dolce ristoro. Lasciate perdere le cene abbondanti ed attenetevi ad un menù fatto di pasti leggeri e completi, da terminare almeno tre ore prima di coricarsi sotto le coperte.
  4. “Caffé? Per me deca, grazie”
    Oltre agli stimolatori fisici, anche quelli alimentari possono essere deleteri per il nostro sonno. Il primo, tra questi, è proprio la caffeina, uno degli alimenti indispensabili e fondamentali per qualsiasi italiano che si rispetti. La moka da quattro alla mattina è una religione per quasi tutti gli abitanti del Belpaese, e durante la giornata, in Italia, vengono consumati tanti caffè quanti se ne bevono nel resto del continente europeo. Il nostro corpo, però, impiega diverse ore per smaltire la caffeina in circolo nel nostro organismo, e prendere un caffè, dalle 14.00 in avanti, rischia di posticipare in maniera inevitabile l’orario del nostro ritiro.
    Cercate degli espedienti per godere di una sana pausa, senza rinunciare a quella principale: caffè decaffeinato e the nero possono essere degli ottimi sostituti.
  5. Coricarsi con la finestra aperta
    No, questo non è un illogico consiglio per favorire il lavoro dei topi d’appartamento. La temperatura corporea, infatti, è uno dei principali fattori che influiscono sul regolare ritmo del nostro sonno. Una misura eccessiva, infatti, tende a farci dormire male o ci costringe a svegliarci più volte nel cuore della notte alla ricerca di refrigerio. Si consiglia, durante la notte, di tenere spenti i termosifoni in inverno e la finestra aperta d’estate. In questo modo, sarà possibile regolare adeguatamente il vostro riposo.
  6. I problemi? Fuori dal letto!
    Sì, è molto più facile a dirsi che a farsi. La notte, generalmente, è quel momento in cui si fa il resoconto della giornata appena trascorsa, passando ore a scervellarsi, spesso inutilmente, per i problemi più svariati. Assicuratevi di tenere i pensieri e le preoccupazioni lontane dai vostri cuscini, perché una mente serena concilia un sonno ristoratore. Il giorno dopo, dunque, avrete tutte le energie necessarie per abbattere ogni muro apparentemente insormontabile.
  7. Disturbo del sonno: quello vero
    Se si seguono, alla lettera, le indicazioni precedentemente elencate, allora il vostro potrebbe realmente essere un disturbo del sonno. In questo caso non ci sono battute, leggerezze o consigli della nonna che tengano. L’unica soluzione è rivolgersi al proprio medico di fiducia, in modo tale da poter decidere assieme come affrontare questo problema.
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